Curmaia

Voci separate, testo, accordi e traduzione


Curmàia, curmàia,
curmàia siùr padrón
sa 's fa nò la curmàia
'gh taiùmma 'l púsè bón

Cul là ch'al pàsa dès
taiègal taiègal
cul là ch'al pàsa dès
taiègal in mès (x2)

Curmàia curmàia...

Nò nò par carità
lasègal lasègal
nò nò par carità
lasègal a stà (x2)


 

Valle Lomellina, Lombardia. Canto mondino raccolto da A. Citelli e M. Savini nel1995

La Curmaia era la festa che celebrava la fine dei quaranta giorni di monda, durante i quali le mondine dovevano estirpare le piante infestanti dalle risaie. Era consuetudine che a pagare fosse il padrone e che le mondine potessero scegliere chi invitare alla festa.
Non abbiamo molte testimonianze sulla Curmaia , da una parte probabilmente perché le testimoni preferivano conservarne un ricordo intimo e segreto, dall’altra perché la propensione dei ricercatori negli anni Sessanta e Settanta, spesso di formazione marxista, tendeva a privilegiare le testimonianze incentrate sullo sfruttamento e la durezza del lavoro piuttosto che sui momenti di festa e convivialità.
Anche per questo non é facile trovarne delle registrazioni (ringraziamo sentitamente gli autori della ricerca del 1995 per avercerci fornito la loro).

In ogni caso é da notare la valenza licenziosa e provocatoria di questo breve canto, cosí come il contrasto tra le strofe « liriche » e il ritornello più scanzonato e saltellante, ad accentuare ironicamente la maniera cruda e diretta di enunciare il proposito vendicativo nei confronti del padrone .

Armonizzazione di Lorenzo Valera, basata sul modulo classico del canto mondino.


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