Serenata burianese

Siamo venuti a far la serenata
padron di casa se contento siete
so che c’avete ‘na figlia garbata
e sotto de’ vostr’occhi la tenete.

Se dormi svegliati fanciulla adorata
la serenata la canto per te.

Ditegli che c’è uno dei suoi amanti
la viene a visitar con suoni e canti
ditegli che c’è uno dei suoi amori
la viene a visitar con canti e suoni.

Se dormi…

Svegliati o cara e mettiti quei panni
levalo questo cuor da tanti affanni
svegliati o cara e mettiti a sedere
levalo questo cuor da tante pene.

Se dormi….

Io benedico chi v’ha fatto gli occhi
Che ve li ha fatti tanto innamorati
Da sotto terra leveresti i morti
Dal letto leveresti gli ammalati

Se dormi…

Nous sommes venus faire une sérénade,
Maître de maison, si cela vous réjouit
Je sais que vous avez une fille bien jolie
Et que vous la gardez jalousement.

Si tu dors réveille toi, jeune fille adorée,
Cette sérénade, je la chante pour toi.

Dites lui qu’un de ses amants
Vient lui faire visite avec des sons et des chants
Dites lui qu’un de ses amours,
vient lui faire visite avec des chants et des sons.

Si tu dors…

Réveille-toi ma chère et habille toi,
Libère ton cœur de ses soucis,
Réveille toi ma chère et assieds toi,
Libère ton cœur de ses peines.

Si tu dors…

Je bénis qui a fait vos yeux,
qui vous les a fait si amoureux,
Tu pourrais réveiller les morts,
Et guérir les malades.

Si tu dors…

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Serenata tradizionale ragistrata da Pier Giorgio Zotti a Buriano (Grosseto). Testimone: Amina Barbetti

Un bellissimo valzer che fonde due tradizioni. La prima è quella della serenata, spesso eseguita da musicisti pagati da un pretendente per esibirsi sotto le finestre dell’innamorata.
Una candela accesa alla finestra significa che la serenata è apprezzata, e l’offerta accettata.
La candela spenta significa un rifiuto: vuoi perché la destinataria non è interessata, vuoi perché i musicisti hanno fatto un pessimo lavoro….
La seconda tradizione è quella della questua: un gruppo di musici e di cantori, soprattutto nell’imminenza delle celebrazioni del maggio, si presentava nei cortili e nelle aie e rivolgeva ai padroni di casa canti di augurio, chiedendo in cambio un’offerta, generalmente in natura. In questo caso si chiede al capofamiglia il permesso di corteggiare la figlia.

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