Sotto l’albero del Piemonte

Sotto l’albero del Piemonte
c’è una donna là che canta
Sotto l’albero del Piemonte
c’è una donna là che canta

Tanto ben che la canteva
fiol dal re s’inamorèva

Chi è la donna là che canta
l’è una donna del Piemonte
Chi è la donna là che canta
l’è una donna maritata.

Maritata o non maritata
io la voglio far mia sposa

Fiol dal re darà una festa
per le donne maritate

O marito marito mio
alla festa voglio andare

Tutti vanno e poi ritorna
tu sei bella e non ritorni

Ritornare o- non ritornare
alla festa voglio andare

Quando fu in mezzo alla festa
fiol dal re l’ha conosciuta
Quando fu in mezzo alla festa
l’ha porteda in cambra sua

Che diranno i miei bambini
che non vedon la sua mamma

Lesa stèr i tuoi bambini
pensa pur d’averen d’ièter

Più bellini e più carini
e padroni di tanta roba

Sous l’arbre du Piémont
il y a une femme qui chante
Sous l’arbre du Piémont
il y a une femme qui chante

Elle chantait si bien
que le fils du roi en tombe amoureux

qui est la femme qui chante?
c’est une femme du Piémont
qui est la femme qui chante,
C’est une femme mariée

Mariée ou pas,
je veux qu’elle devienne ma femme

Le fils du roi donnera une fête
pour les femmes mariées

O mon mari
je veux aller à la fête

tout le monde y va et revient chez soi
toi tu es belle, tu ne reviendras pas

revenir ou pas,
je veux aller à la fête

Quand elle arriva au cœur de la fête
le fils du roi l’a reconnue
Quand elle fut au cœur de la fête
il la porta dans sa chambre

que diront mes enfants
qui ne voient pas leur mère

ne pense plus à tes enfants
pense juste à en avoir d’autres

plus beaux et plus jolis
avec beaucoup de biens

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Rielaborazione di un’antica ballata popolare, diffusa in numerose versioni in tutta Italia , nota anche con il titolo « Ratto al ballo »

Amore e potere sono temi ricorrenti nelle ballate popolari, componimenti di origine medievale che viaggiavano di viallaggio in villaggio per bocca di giullari e cantastorie, trasformandosi e adattandosi a seconda dei contesti culturali che incontravano, ma sempre mantenendo immutato il fatto narrato.
Raramente nel testo si trova un giudizio morale sul comportamento dei personaggi, anche se il modo in cui vengono dipinti i potenti e l’arroganza che li contraddistingue puó suonare come un’avvertimento nei loro confronti.
Come sempre nei testi di questo tipo, occorre evitare di cadere nel tranello di un’interpretazione letterale o ideologica dei fatti narrati : stiamo parlando di un’immaginario ancora capace di confrontarsi col simbolico e il suo potere di parlare al nostro inconscio .
L’albero per esempio é un elemento fortemente simbolico in tutte le culture ; in molte versioni la donna canta in riva al mare, ma in ogni caso é chiaramente evocata una sorta di connessione (se non di coincidenza) tra la donna e la natura attraverso il canto.
Un canto talmente potente e armonioso da far innamorare il figlio del re, che si illude di  potersene appropriare, utilizzando un potere di ben altro tipo. La donna é sposata, ma un principe, questo é il monito,  puó sfidare leggi e tabù
In questa versione il finale resta in sospeso e non sappiamo come finirà la storia ; gli intrecci tra amore e potere finiscono quasi sempre tragicamente e diverse versioni finiscono con la donna che si getta in mare. Tuttavia, anche in questo caso, una lettura non superficiale potrebbe suggerire la chiusura di un ciclo, il ristabilimento di un equilibrio che si é invano tentato di rompere .
Una storia non molto diversa é raccontata nella ballata francese Le roi a fait battre le tambour, ripresa fra l’altro anche da Fabrizio de André (Il re fa rullare i tamburi)

Armonizzazione originale di Lorenzo Valera, basata sulla versione del gruppo emiliano La Piva dal Carner.