Le otto ore

Se otto ore vi sembran poche,
provate voi a lavorare
e troverete la differenza
di lavorar e di comandar.

E noi faremo come la Russia
chi non lavora non mangerà;
e quei vigliacchi di quei signori
andranno loro a lavorar.

Le nostre madri ce l’hanno detto
che sulla camera c’era scritto
che sulla camera c’era scritto
che noi vogliamo la libertà

Si huit heures vous semblent courtes,
essayez donc de travailler.
et vous verrez la différence
entre travailler et commander.

Faisons donc comme en Russie.
qui ne travaille pas ne mange pas
vous verrez que ces lâches messieurs
se mettront au travail.

Nos mères nous l’ont bien dit
que sur la chambre* était écrit
que sur la chambre était écrit
que nous voulons la liberté.

*Sur le fronton de la chambre du travail

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Canto di inizio Novecento, legato alle lotte dei lavoratori delle campagne per le otto ore di lavoro. Era diffuso, in numerose varianti, in tutta la pianura de Po

Come sempre nel repertorio del canto sociale, il testo nel tempo si é arricchito di nuove strofe legate a lotte successive. La strofa centrale risale al biennio rosso, ma veniva cantata ancora nelle lotte dei braccianti agricoli degli anni Sessanta. L’ultima strofa, dove si evoca la trasmissione da madre a figlia, testimonia la continuità del protagonismo femminile nelle lotte di inizio secolo, una stagione di grandi battaglie che si articolarono soprattutto attorno alle Camere del Lavoro.