Il nemico è alle spalle: percorso didattico sui canti contro la grande guerra

Il percorso si articola in quattro incontri da due ore ciascuno, nel corso dei quali vengono insegnati alcuni canti a più voci del repertorio antimilitarista dell'epoca, accanto a una contestualizzazione storica e sociale. 

Molti dicevano no alla guerra per convinzioni pacifiste o per motivazioni ideologiche; altri per puro spirito di insubordinazione; la maggior parte semplicemente per paura, per amore della vita.
Moltissimi si lasciavano convincere dalla propaganda – sarà una guerra breve, vinceremo facile, sarà l’ultima delle guerre, ci saranno grandi vantaggi per tutti – e partivano pieni di spirito patriottico, salvo poi scoprire in trincea e sui campi di battaglia il volto arcigno e cinico di quella patria così indifferente al destino dei suoi figli, specie quelli più poveri e meno istruiti.
Allora i “no” si levavano in bisbigli, grida, atti di ribellione. E spesso canti, che sfidavano la repressione ferocissima con cui gli ufficiali cercavano di arginare il fenomeno della diserzione.
A cento anni dall’entrata dell’Italia nella grande guerra vogliamo cantare quei no per ricordarli e per riaffermarli: sepolti dalla censura in tempo di guerra, dalla retorica apologetica del ventennio fascista, dal revisionismo patriottardo degli anni della Repubblica, i canti contro la guerra sono riusciti ad arrivare fino a noi per dirci che a volte disobbedire è un dovere, un obbligo morale.

Il nemico è alle spalle è anche uno spettacolo e una serie di trasmissioni radiofoniche.