Georges Brassens – Ridendo sotto i baffi

Giovedì, 21 Maggio, 2015 - 21:15

Molo di Lilith, Via Cigliano 7 - Torino

Storie e canzoni dal pianeta Brassens
Lorenzo Valera (voce e chitarra) - Andrea Stanzione (contrabbasso)

Francia, 2011: un uomo viene fermato dalla polizia per aver cantato i versi di una vecchia canzone che racconta di come, nel corso di una rissa al mercato, alcuni poliziotti siano messi in ridicolo da un gruppo di massaie inferocite. La notizia circola e nei mesi successivi in tutta la Francia le forze dell'ordine si sentono apostrofare coi versi ferocemente ironici di quella stessa canzone. Si intitola Hécatombe, la scrisse Georges Brassens circa sessanta anni fa.
Da allora non ha mai smesso di infastidire il potere e tenere sveglie le coscienze.

“Per me ascoltare Brassens equivale a leggere Socrate: insegnava come comportarsi o, al minimo, come non comportarsi. Insegnava ai borghesi un rispetto cui non erano abituati”. Così diceva di lui Fabrizio de André, che lo considerava un maestro e contribuì a farlo conoscere in Italia con le sue traduzioni. Un maestro che odiava le cattedre, un idealista che rifiutava le ideologie, un anarchico che irrideva tutti i dogmi. In una parola: un libertario.

Un collage di canzoni, racconti e interviste d'epoca attorno all'immaginario brassensiano, alle figure che lo popolano, alle sue provocazioni, micidiali stilettate al senso comune di ieri e di oggi. Un omaggio dissacrante, commosso e beffardo al grande cantore della libertà e dell'anticonformismo.

 

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