D'an tera an pianta

Voci separate, testo, accordi, traduzione


D'an tera an pianta, òhi che bèla pianta,
pianta pianton piantin,
col ciribiribin ch'am pianta 'l vin
òh che bon vin de pianta.

D'an pianta an rapa, òhi che bèla rapa,
Rapa rapon rapin,
col ciribiribin ch'am pianta 'l vin
òh che bon vin de rapa

D'an rapa an raspa...
D'an raspa an tina...
D'an tina an crota…
D'an crota an buta…
D'an buta an buca...
D'an buca an pansa...
D'an pansa an tera...
D'an tera an pianta...

Piemonte, "cansùn vinòira" raccolta nel 1900 da Leone Senigaglia.

I canti di questo genere, detti "enumerativi", erano molto diffusi nel mondo contadino e spesso avevano una funzione didattica. L'elencazione dei mesi dell'anno, delle stagioni, dei numeri, degli animali, o delle fasi di una produzione agricola, come in questo caso, permettevano ai bambini di prendere dimestichezza, in maniera ludica,  con gli elementi del loro mondo. Oltre a favorire la socializzazione dei saperi attraverso un canto di facile mnemonizzazione, la ripetizione verbale come formula magica é uno dei fondamenti della tradizione orale più arcaica.
La funzione ludico-didattica é oggi quella preminente: si tratta di un canto che permette di avvicinarsi alla polifonia e al canto popolare in maniera estremamente efficace; tuttavia le testimonianze di alcuni allievi ci dicono che "D'an tera an pianta" é tornato ad accompagnare il lavoro stagionale della vendemmia nel sud est della Francia e in Piemonte.
Versioni in lingua francese dello stesso canto, su una musica leggermente diversa, testimoniano della sua circolazione, molto probabilmente legata proprio agli spostamenti dei lavoratori stagionali.

L'armonizzazione riprende quella del gruppo di folk revival piemontese Cantovivo






























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